Nei negozi di vestiti usati ci si trova di tutto a prezzi modici, senza selezioni o presentazioni particolari.

Vietato agli schizzinosi, negozi del genere non sanno cosa sia il glamour e preferiscono luci al neon e appendiabiti sovraccarichi di abiti spaiati, non sempre pulitissimi.

Molto spesso gli articoli provengono da stock acquistati all’ingrosso, il che spiega la varietà e disparità nella qualità della merce. I gestori di luoghi del genere raramente sono esperti quindi, per gli acquirenti la tattica in questi casi è rimboccarsi le maniche e frugare per ore.

Ci si trova dal vintage autentico ai vestiti di seconda mano non troppo interessanti, dagli abiti in buono stato a quelli luridi, dal fashion al non fashion. L’attrattiva di questi negozi è che la merce va venduta in fretta (ecco il perché dei prezzi bassi) per poter rinnovare lo stock: quindi di sicuro ci si può trovare ogni volta qualcosa di nuovo ma non significa sempre che sia qualcosa di qualità.

Molti vintage-dipendenti sostengono che è sempre più difficile concludere buoni affari nei negozi di vestiti usati, e preferiscono le boutique specializzate, dove la merce è più cara ma la qualità migliore.

Per i negozi di abiti usati occorre avere pazienza, perseveranza e avere il gusto per gli “scavi archeologici” e, nonostante tutto, capita di andarsene a mani vuote. Il trucco in questi casi è essere informati sui giorni d’arrivo delle novità, che sono fissi, contrariamente a quello che avviene nelle boutique, dove lo stock si rinnova man mano che i proprietari trovano abiti interessanti.

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